Settembre, per me, vuol dire Vicenzaoro. Questa volta ci torno con due cappelli diversi nel giro di ventiquattr’ore, e la cosa mi diverte e mi fa piacere.
Il 5 pomeriggio, alle 15:45 all’Educational Hub, modero il convegno di Confindustria Federorafi sulla congiuntura del settore, dal titolo «Il settore orafo alla prova del 2026: congiuntura, materie prime e la geografia dei distretti». È il momento molto atteso in cui Intesa Sanpaolo mette sul tavolo i dati aggiornati sull’anno in corso, e proprio perché li presentano lì non troverete in questo post nessuna anticipazione. A leggerli e commentarli saranno Daniela Corsini, Stefania Trenti e Sara Giusti, seguite dall’interessante tavola rotonda che darà voce alle testimonianze dai distretti, da quello campano ad Arezzo, da Vicenza a Valenza, con la chiusura affidata al Presidente di Confindustria Federorafi Maria Cristina Squarcialupi.
So già che qualcuno, guardando i titoli di questi mesi, arriverà convinto che sia la fine di un modello. Io su questo sono cauta, perché nella stessa stagione in cui certe imprese arrancano ce ne sono altre che investono, e ci sono mercati che si chiudono mentre altri, a volte quelli che meno ti aspetti, si aprono. È una delle cose che ripeto sempre: il fatturato ti racconta come è andata, ma la storia vera sta nelle scelte che le aziende fanno mentre il costo dell’oro gli morde i margini. E di quelle scelte parleremo, con gli imprenditori a raccontarle in prima persona, che è poi il motivo per cui moderare questo tipo di incontri mi piace: il mio lavoro è tenere la conversazione lontana sia dal piagnisteo sia dall’ottimismo di maniera.
Il giorno dopo, il 6 a mezzogiorno e sempre all’Educational Hub, sarà la volta del seminario «Esserci, in digitale. Il gioiello tra algoritmi e persone». Questo me lo sono cucito addosso leggendo mesi di report internazionali (con le fonti dichiarate una per una, ci tengo), e il filo che ne è venuto fuori è che oggi chi fa gioielli si trova stretto tra due esigenze che sembrano tirare da parti opposte: farsi trovare dagli algoritmi e restare CREDIBILE agli occhi delle persone. Nel 2026 capita sempre più spesso che il primo consiglio su cosa e dove comprare arrivi da un’intelligenza artificiale, e intanto cresce la diffidenza verso i marchi che riempiono i canali di contenuti generati dalla stessa IA. La Gen Z chiede i prezzi in direct e per il pezzo che le interessa spende senza pensarci troppo, il lusso più accorto corteggia i suoi clienti con i libri, la privacy, l’imperfezione. In mezzo a tutto questo il gioielliere deve decidere dove stare e come parlarne, e il seminario serve a vedere, tendenza per tendenza, cosa farci, su quali canali, con che tono.
Vicenzaoro apre il 4 e chiude l’8. Chi non riesce a esserci può seguire entrambi gli appuntamenti in streaming su The Jewellery Connect (il convegno del 5 anche con traduzione simultanea in inglese, il seminario del 6 solo in italiano). Io però preferirei vedervi di persona, perché ha il senso della presenza: se passate da quelle parti, fermatevi a salutarmi. Ci vediamo lì.
