Non tutti sanno che basta una parola
Per parafrasare la Settimana Enigmistica, forse non tutti sanno che per ottenere ottimi risultati da ChatGPT non bisogna necessariamente conoscere la sottile arte del prompt engineering, ma che esiste una strada semplificata che, pur essendo più generica, funziona anche decisamente bene: quella dei comandi.
Sono prompt supersintetici, di una sola parola, che riassumono però richieste più complesse. Ne esiste un’infinità.
Per consentire a tutti di utilizzarli ho creato questa libreria di 1.000 comandi organizzati in 47 categorie, ognuna con la sua descrizione in italiano (dettaglio non banale, visto che in rete esistono altri database di comandi, ma nella stragrande maggioranza o non sono spiegati, o sono ristretti, o non categorizzati, o non in italiano).
La trovate qui
Chiariamo subito una cosa, perché mi sembra onesto: non sono «comandi ufficiali» intesi nel senso di funzioni tecniche riservate del sistema, quanto piuttosto formule pronte all’uso, semplici, che servono a ottenere risultati molto più precisi di una richiesta buttata lì. Si copiano, si personalizzano, si combinano tra loro, e funzionano bene anche da sole.
Li ho ordinati su quattro livelli, che sono poi i quattro modi in cui usiamo questi strumenti: pensare e decidere (THINK), produrre contenuti (CREATE), trasformare qualcosa che esiste già (TRANSFORM), orchestrare più capacità insieme (COMBINE). La parte che in aula fa sempre sbriluccicare di più gli occhi è quella visuale, perché i comandi si comportano come una GRAMMATICA, con un soggetto a cui applichi una trasformazione, a cui dai uno stile, che collochi in un contesto, e sono pezzi che si incastrano tra loro. Un /jewelry a cui aggiungo /blueprint, /explodedview e /museumdisplay diventa la tavola progettuale di un gioiello pronta per una vetrina di museo. Chi lavora nel gioiello e nel lusso capisce al volo cosa vuol dire avere in mano uno strumento così (e infatti c’è una sezione dedicata proprio a luxury, fashion, arte e gioiello, i miei mondi e le mie passioni).
C’è anche una parte a cui tengo in modo particolare, i meta-comandi, quelli che consentono di costruirne di nuovi. Li ho messi apposta, perché una libreria come questa dà il meglio quando diventa uno strumento abilitante.
Una raccomandazione, la più importante, la stessa che non mi stancherò mai di ripetere: VERIFICATE SEMPRE il risultato. Un comando vi porta a metà strada in un secondo, il giudizio sul risultato resta vostro. E quando trovate una combinazione che funziona, salvatela. Quella diventa il vostro modo di lavorare, e nessuna libreria potrà scriverlo al posto vostro.

