Tra pochi giorni apre a Genova il Salone Nautico Internazionale, e non mancherò. Questa volta però non andrò a guardare solo gli scafi in acqua: mi interessa seguire un fenomeno che si sta consolidando da qualche stagione, ossia le convergenze tra nautica e ospitalità di lusso.
Da una parte i grandi gruppi alberghieri hanno cominciato a costruire yacht propri. The Ritz-Carlton Hotel Company, L.L.C. ha aperto la strada qualche anno fa con la sua Yacht Collection: a quanto riportato, circa metà degli ospiti a bordo sale in barca per la prima volta in vita loro, segno che il gruppo sta portando in mare un pubblico abituato agli hotel più che alle crociere tradizionali.
Four Seasons ha debuttato con la prima nave del gruppo: 95 suite costruite da Fincantieri, per un investimento vicino ai 400 milioni di euro. Anche quando il progetto porta la firma di un gruppo americano, la costruzione viene affidata alle competenze italiane, a conferma del posizionamento dei nostri cantieri nella filiera del lusso globale.
Aman e Orient Express stanno seguendo la stessa direzione, e secondo alcune stime il segmento ultra-luxury via mare potrebbe superare i 18 miliardi di dollari nei primi anni del prossimo decennio.
Dall’altra parte i cantieri nautici stanno percorrendo lo stesso percorso, rafforzando la presenza in spazi che vanno oltre la vendita di un’imbarcazione. Un esempio è Casa Sanlorenzo, di Sanlorenzo Yacht, davanti alla Basilica della Salute a Venezia: in occasione di Homo Faber il lussuoso appartamento è stato allestito con una collezione di artigianato d’arte al piano inferiore e, al piano superiore, un interessante showroom a cura di Artemest, realtà che non conoscevo ma che ho scoperto proprio in questa occasione, visitandola lo scorso venerdì.
Le due mosse convergono: i gruppi alberghieri portano sull’acqua la loro competenza nel creare ambienti coerenti e nel costruire esperienze che vanno oltre il semplice pernottamento, mentre i cantieri affiancano alla barca un progetto culturale che racconta chi sono, prima ancora di vendere qualcosa.
È la stessa logica che ritrovo nei trend dell’ospitalità di lusso di quest’anno: il cliente di fascia alta sceglie sempre meno in base al singolo prodotto, che sia una suite o uno scafo, e sempre più in base alla coerenza di visione di un brand, che si tratti di salire su uno yacht o di entrare in una galleria d’arte.
Al Salone Nautico cercherò quali e quanti cantieri, oltre alle barche, portano con loro un progetto di ospitalità o di cultura. È un indicatore utile per capire chi, in questo settore, sta pensando al lungo periodo e chi si sta ancora limitando a vendere un prodotto.
Vi terrò aggiornati da Genova. Se nel frattempo passate da Venezia, Casa Sanlorenzo e Homo Faber restano visitabili fino al 30 settembre.
