Il 1° giugno Anthropic ha depositato il prospetto S-1 alla SEC con una valutazione di quasi 965 miliardi di dollari. Quattro giorni dopo ha pubblicato un report in cui chiede al mondo intero di fermare lo sviluppo dell’IA di frontiera. Bella mossa!
Il tema del report, ripreso da Fortune, Bloomberg e Al Jazeera, è il recursive self-improvement, ossia la capacità di un sistema IA di progettarsi e svilupparsi da solo; Anthropic dichiara che oltre l’80% del codice nel suo codebase è già scritto da modelli Claude (erano percentuali a single digit nel 2024).
La proposta, apparentemente una richiesta di moratoria sulle proprie attività, è un meccanismo astuto e manco particolarmente innovativo o raffinato. Chiedere lo sviluppo di un meccanismo di controllo con regole chiare su quando scatta e quando finisce, ispirato esplicitamente ai trattati sul controllo degli armamenti, consente di “pilotare” l’azione di governance.
C’è chi titola “freno all’IA” come se fosse una conversione improvvisa (TGCom24), ma è una mossa promozionale palese (lo dice bene Sam Altman, che lo definisce “fear-based marketing.”).
La governance è il campo da gioco più sofisticato nella competizione, e Anthropic sta cercando di ridefinire il vantaggio su un piano dove conta di essere e restare a lungo il soggetto più credibile. Chiedere un framework di regolamentazione quando sei la prima azienda AI a quotarti in Borsa, con un revenue run rate di 47 miliardi di dollari, vuol dire cercare di presidiare anche il terreno normativo che verrà, la stessa logica che ha portato certi grandi marchi del lusso a sostenere la regolamentazione sull’autenticità e la tracciabilità proprio quando erano già i più attrezzati a rispettarla.
La domanda che credo in questo momento più opportuna da porsi sia se l’architettura proposta sia concretamente realizzabile, o se resterà un documento di posizionamento e marketing. I trattati sul controllo degli armamenti nucleari ai quali si ispirano hanno richiesto decenni e la disponibilità delle superpotenze a sedersi al tavolo. Nell’IA di oggi quei presupposti non ci sono ancora e nessuno dei laboratori concorrenti ha risposto alla proposta con entusiasmo.
Per ora, parlerei di una mossa politicamente intelligente, anche se non sconvolgente. Mi sarei aspettata un’analisi più approfondita e realistica da parte della stampa, invece di inneggiare a etica e paure, ma pace. Verificarne la coerenza nei prossimi dodici mesi sarà più interessante di leggerne qualsiasi comunicato stampa.
